ComunicatiLETTERA APERTA SUL GARILLI DEL PRESIDENTE PANNELLA

3 dicembre 2018

“Lo Stadio Garilli non deve essere restaurato ma ricostruito, le condizioni in cui versa sono davvero drammatiche. Una provocazione certo, ma invito tutti a dare un’occhiata alle foto allegate a questa mia lettera aperta affinché si possa sensibilizzare i cittadini ad una problematica importante.

Dagli spogliatoi agli uffici interni, dal terreno di gioco alla pista di atletica, per non parlare poi dei bagni destinati al pubblico e a tutti gli ambienti dove i tifosi vivono le gare. Ancor più grave l’assoluta mancanza dei maniglioni anti-panico negli spogliatoi che determinano la “conditio sine qua non” della sicurezza in ogni tipo di struttura.

Davvero vogliamo far finta di nulla?

Pagare 6.000 € (più iva) a partita come abbiamo sempre fatto finora per un impianto ridotto così è una follia e il Pro Piacenza non vuole più accettare una situazione come questa: per noi sono soldi buttati, soldi che fanno la differenza, gli stessi soldi che sono sempre entrati nelle casse del Piacenza anche quando i media ci davano già per spacciati.

È vero, le condizioni contrattuali sono state accettate da me e mi prendo le responsabilità ma mi sono accorto girando l’Italia con la squadra quali siano le altre realtà.

Nel calcio moderno si va sempre più verso la costruzione di impianti ultra moderni e noi siamo lontani anni luce rispetto ad altre società che in città anche più piccole hanno dei veri e propri gioielli, curati nei minimi dettagli, società che amano il proprio impianto, che provano a viverlo giornalmente e a migliorarlo sempre di più, cosa che purtroppo qui non accade.

Serve una svolta dal punto di vista strutturale affinché si possa utilizzare il Garilli in maniera sicura. Non è un caso che nel corso degli anni, proprio per motivi di sicurezza sia stata ridotta la capienza dell’impianto e non è normale invece che ci siano seggiolini che si staccano, bagni intasati, sporchi al limite della decenza ed alcune parti dello stadio che sono utilizzate come un magazzino di calcinacci e immondizia.

Comprereste o affittereste una casa che cade a pezzi?

E nel caso in cui lo aveste fatto, non chiedereste spiegazioni al “proprietario”, non chiedereste allo stesso un adeguamento di quelli che sono i termini contrattuali iniziali?”

Maurizio Pannella

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